Ultima modifica: 17 febbraio 2017
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GLI STUDENTI DEL MATTEUCCI A SCUOLA DI LEGALITA’

Si è tenuta ieri mattina, al Matteucci, la prima di una serie di conferenze organizzate dall’Amministrazione comunale forlivese e dalla Procura della Repubblica di Forlì.

Questo ciclo di incontri tra gli studenti delle varie scuole del territorio e i rappresentanti delle Autorità cittadine si colloca in un progetto educativo che intende sensibilizzare i giovani alla cultura della Legalità.

Ecco dunque che ieri il Procuratore Capo di Forlì, Sergio Sottani è intervenuto quale relatore nella  conferenza avente ad oggetto le funzioni della Procura e il ruolo del PM nel processo penale.

Accompagnato dal Sindaco Davide Drei, ed accolto da Susi Olivetti, dirigente dell'Istituto, Sottani ha fatto capire subito che avrebbe giocato a tutto campo, smarcandosi ben presto dagli stretti vincoli del tema della conferenza.

Dopo i saluti della Dirigente Olivetti, ha preso la parola il Sindaco Drei che ha voluto ricordare come la diffusione della cultura della Legalità sia una priorità della azione politica del Comune, che pertanto cerca la collaborazione di altre Istituzioni, Magistratura e Scuola, per il bene della comunità.

Interviene  Sottani. Il Magistrato la "prende alla larga", con un approccio didattico: la separazione dei poteri secondo Montesquieu, la funzione della magistratura nell'organizzazione politica dello Stato, il processo penale accusatorio, Beccaria e le pene umani, proporzionali e razionali. Gli interventi conducono gli alunni presenti verso concetti importanti, ma "personalizzati" da definizioni incisive.

La legalità: è il senso di responsabilità che ci induce a rispettare gli altri. Il processo penale? Serve a colpire chi fa il furbo, chi non vuol giocare ad armi pari. Il giudice? È come lo storico, va alla ricerca dei fatti. Il processo penale? Un sottile equilibrio tra garantismo e difesa sociale.

Sono definizioni che incuriosiscono i ragazzi, li inchiodano al racconto del magistrato che, poi, una volta catturata la loro attenzione, sviluppa i contenuti con dovizia di concetti.

Arriva il momento delle domande e gli studenti, tutti alunni delle classi quinte dei vari indirizzi, AFM, SIA, RIM, spostano l'analisi sui temi più svariati.

Quali sono i reati più diffusi nel nostro territorio? La criminalità è aumentata negli ultimi tempi?

Ci sono legami tra le fattispecie delittuose commesse nel forlivese e la criminalità organizzata? Il fenomeno migratorio incide sui dati relativi alla criminalità? Come distinguere, e provare, il delitto doloso da quello colposo?

Le risposte di Sottani sono esaurienti e toccano anche gli aspetti più significativi delle attuali dinamiche sociali: sono in aumento i reati legati allo spaccio di droga, stante l'aumento di offerta verificatosi negli ultimi tempi; le grandi organizzazioni criminali si sono infiltrate nel sistema economico Emiliano-romagnolo, alla ricerca di investimenti per riciclare il denaro sporco; il fenomeno migratorio è di portata eccezionale e cambia il volto delle nostre società ma non vi è un aumento della criminalità legato all'aumento di immigrati.

C'è spazio ancora per qualche domanda: le ronde di quartiere, il bullismo, lo stalking e i reati informatici.

Al momento dei saluti Sindaco e Procuratore lasciano gli studenti con parole affettuose e divertenti: " Gli incontri con gli alunni ci danno la carica!"

Anche gli alunni sono usciti 'carichi' da questo incontro. E sicuramente i molti temi messi in campo costituiranno motivo di ulteriore riflessione, anche con i docenti.

 

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