Ultima modifica: 23 febbraio 2017
> Senza categoria > Siani e Masslo, destini incrociati…

Siani e Masslo, destini incrociati…

Una sera di fine estate del 1985, in zona Piazza Leonardo, nel quartiere napoletano dell'Arenella, un commando di almeno due uomini armati di pistole, è in attesa di Giancarlo Siani.

Siani è un giovane giornalista del quotidiano Il Mattino di Napoli e sta rincasando dopo una giornata di lavoro. Giunto nei pressi della propria abitazione, non fa in tempo a scendere dall'auto, una Citroën Méhari di colore verde, che i due sicari aprono il fuoco, uccidendolo.

Finisce così, a soli ventisei anni, l'avventura umana di un uomo profondamente impegnato nella comprensione, e nella soluzione, dei tanti problemi che inquinavano il tessuto sociale della sua città, Napoli.

Siani era però soprattutto un appassionato giornalista d'inchiesta, che con le sue indagini, stava rivelando al pubblico i perversi intrecci tra criminalità organizzata e politica.

In particolare, il giornalista aveva scoperto che la guerra tra famiglie camorristiche, che stava mettendo a ferro e fuoco l'area compresa tra Castellamare di Stabia e Torre Annunziata, era dovuta alla nuova alleanza tra la mafia corleonese di Totò Reina e gli emergenti clan napoletani dei Nuvoletta e dei Bardellino, decisi a prendersi il controllo del traffico di droga, spodestando i vecchi  boss.

Prima di quel 23 settembre, tanti segnali preoccupanti e palesi minacce erano giunti a Siani. Il giornalista però non si era fermato: aveva continuato a denunciare i traffici criminali, convinto che la camorra organizzata si poteva combattere anche informando l'opinione pubblica e sollecitando la società civile a prendere le distanze, a dissociarsi e a denunziare il malaffare.

Passano 4 anni e, ancora una volta, in una sera di fine estate a Villa Literno, una cittadina a circa quaranta km da Napoli, Jerry Essan Masslo, giovane rifugiato sudafricano, viene assassinato da una banda di criminali.

Jerry era coetaneo di Siani: se il giornalista non fosse stato ucciso forse lo avrebbe incrociato lungo le strade della sua dolente Campania, in occasione di quelle inchieste sociali che lo vedevano sempre in prima linea.

Furono altri, dunque, i giornalisti che si occuparono di Masslo che, giunto in Italia attraverso varie peripezie per sfuggire all'apparthaid, venne intervistato da alcuni giornalisti Rai che narrarono la sua vicenda di perseguitato politico, in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato da parte dell'Italia.

Senza i documenti necessari, Masslo cade vittima del razzismo e del capolarato: sfruttato nella raccolta dei pomodori e oggetto di gesti ostili e di discriminazione, viene infine ucciso, a trent'anni, da una banda di criminali che lo vuole derubare del misero salario.

Di Giancarlo Siani e di Jerry Masslo hanno discusso questa mattina, 22 febbraio, i relatori di una importante conferenza, tenutasi presso la Sala Icaro del Liceo "G.B. Morgagni" e patrocinata dalla Regione Emilia-Romagna e dall'Ufficio scolastico regionale.

Davanti ad un parterre stracolmo di studenti delle scuole superiori forlivesi, la Prof.ssa Stefania Spada, dell'Associazione Libera, e Roberto Iovino, sindacalista Flai CGIL, hanno ripercorso le vicende dei nostri protagonisti, individuando negli ideali comuni e nelle circostanze storiche il Fil Rouge che lega le due figure.

Hanno aperto i lavori il Sindaco, Davide Dreri, e il Dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, Giuseppe Pedrielli.

Il Sindaco ha sottolineato l'impegno dell'amministrazione comunale nella diffusione della Cultura della Legalità.

Il Dott. Pedrielli ha insistito sulle drammatiche conseguenze economiche, sociali e morali determinate dai traffici della criminalità organizzata.

Basti pensare all'ingente volume d'affari dell'economia illecita e alle infiltrazioni malavitose ormai presenti anche nella nostra Regione. È di questi giorni, infatti, la celebrazione del processo Aemilia che ha portato ad una serie di condanne per associazione mafiosa nei confronti di imprenditori e faccendieri operanti in Emilia Romagna.

Il Matteucci ha partecipato all'evento con due classi, la 3^A SIA e la 3^B RIM.

Gli insegnanti hanno aderito volentieri all'invito dell'autorità organizzatrici, consapevoli che gli esempi di eroismo civile debbano essere portati alla conoscenza dei giovani, per risvegliarne la coscienza e contrastare ogni forma di disimpegno, di indifferenza, di passiva e comoda connivenza.

Lascia un commento

 




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: