Ultima modifica: 21 Nov 2018
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A PROPOSITO DI ORIENTAMENTO

Aperta sabato 17 novembre la stagione degli Open Day al Matteucci

Open Day. In questi giorni studenti delle medie, famiglie e docenti sono alle prese con gli Open Day.

Si tratta di una modalità piuttosto diffusa con cui le scuole superiori presentano la propria offerta formativa agli studenti di terza media, in vista dell’iscrizione alla secondaria superiore che avverrà tra il 7 e il 31 gennaio 2019.

Gli Open Day costituiscono un momento importante, tra le tante attività finalizzate all’orientamento, ma certamente non l’unico.

La necessità che famiglie e alunni siano informati con chiarezza ed obiettività è fin troppo evidente, trattandosi di una decisione importante per il futuro dei nostri giovani.

Un utile strumento per conoscere la realtà della scuola superiore è Eduscopio.it, il portale della Fondazione Agnelli che mette a confronto le scuole superiori di tutto il Paese.

Attualmente è on line l’edizione 2017/18 per la quale sono stati comparati i dati di circa 1 MLN e 200mila diplomati italiani e 7.000 istituti superiori, tra licei e istituti tecnici e professionali.

I ricercatori di Eduscopio hanno compiuto un lavoro monstre, attingendo dalle banche dati di MIUR, INPS e Regioni.

Il portale, la cui finalità è individuare le scuole superiori che meglio preparano per l’università o per il mondo del lavoro, è facilmente consultabile e permette una comparazione diretta solo tra scuole dello stesso tipo e tra scuole localizzate in territori circoscritti (entro un raggio massimo di 30 km dal luogo di residenza indicato).

Le scuole coinvolte nella ricerca sono inserite, per il confronto, in due percorsi che “misurano”

  • la capacità di licei e tecnici di preparare gli studenti per gli studi universitari
  • l’abilità di tecnici e professionali di dotare i propri diplomati delle basi necessarie all’ingresso nel mondo del lavoro.

Relativamente al primo percorso, Eduscopio si avvale dell’indice FGA, che considera la media ponderata dei voti degli esami universitari e i crediti raggiunti dagli studenti nel primo anno di università, quello che più rispecchia il lavoro fatto alle superiori.

Per l’avviamento al lavoro invece il successo si misura con l’Indice di Occupazione, che rivela qual è la percentuale degli occupati (coloro che hanno lavorato almeno 6 mesi entro i primi due anni dal conseguimento dal diploma), sul totale di coloro che non si sono immatricolati all’università.

 

E veniamo al Matteucci. I dati elaborati da Eduscopio per l’anno scolastico 2017/18 evidenziano come la maggioranza dei nostri diplomati, il 54%, contro una media regionale per le scuole della stessa tipologia del 50%, scelga il percorso universitario.

Tra gli immatricolati, una piccola percentuale, il 6%, contro una media regionale per scuole della stessa tipologia del 7%, abbandona gli studi nel primo anno di università.

Per coloro che si rivolgono al mondo del lavoro, l’indice di occupazione del Matteucci tocca il 64%, con i diplomati che attendono in media 232 giorni per il primo contratto di lavoro significativo.

L’indice di occupazione è in forte progressione rispetto all’anno precedente, registrando un salto di ben 10 punti, dal 54% al 64%.

Il mondo del lavoro e l’istruzione tecnica Da qualche anno a questa parte si sono moltiplicate le voci in difesa dell’istruzione tecnica. Infatti, contrariamente alle scelte delle famiglie, che sembrano prediligere i licei, il sistema economico italiano necessita soprattutto di figure tecniche specializzate.

Autorevoli personalità ed istituzioni hanno lanciato appelli in questa direzione.

Già nel 2016 Confindustria Bologna presentò “Istruzione tecnica: la scelta che rifarei”, un progetto di valorizzazione della cultura tecnica e d’impresa su tutto il territorio metropolitano di Bologna.

Ancora, l’anno scorso suscitarono un certo “scalpore” le dichiarazione di Mauro Gola, presidente degli imprenditori cuneesi.

Gola, in una “lettera aperta” alle famiglie dei ragazzi in procinto di scegliere il corso di studi dopo la scuola media, ricordò come le aziende del territorio fossero disposte ad inserire circa 40.000 nuovi lavoratori nel tessuto industriale e commerciale, tra addetti agli impianti, operai specializzati e tecnici. L’imprenditore sottolineò come le imprese abbiano un rilevante bisogno di tali figure professionali che, invece, faticano a reperire.

Infine, anche un autorevole economista, docente universitario e politico, come Romano Prodi, ha avvertito l’esigenza di richiamare l’attenzione di studenti e famiglie sull’istruzione tecnica.

Il Prof. Prodi, con dichiarazioni rilasciate nel gennaio 2016, ha sostenuto come il nostro Paese abbia bisogno di un forte rilancio dell’istruzione tecnica e di figure professionale formate da tali scuole.

Prodi arrivò addirittura a sostenere la necessità di un’urgente e sistematica campagna pubblicitaria, del genere Pubblicità Progresso, a favore degli istituti tecnici e, in correlazione, a salvaguardia del futuro del Paese e dei nostri giovani, allo scopo di moltiplicare i posti di lavoro e mettere in giusto rilievo la dignità e la grandezza del “fare”.

In sintesi. L’industria è ancora il cuore pulsante del nostro tessuto economico, ragion per cui la nostra società ha bisogno di un progresso tecnologico empirico e continuo.

L’affermarsi di un’economia fondata sulla conoscenza e sul digitale ha ridefinito il contributo del sapere, oggi considerato fattore di produzione economica e opportunità di crescita sociale.

Industria 4.0 fa del capitale umano un elemento essenziale per l’innovazione della produzione industriale.

L’istruzione tecnica costituisce una valida risposta al Job Mismatch, in quanto offre opportunità lavorative, di crescita e di realizzazione personale per gli studenti.

Allo stesso tempo garantisce alle famiglie un valido strumento educativo, basato su piani di studio aggiornati e in raccordo con il mondo del lavoro, grazie al contatto diretto con le imprese.

Non va tuttavia trascurato il fatto che gli Istituti tecnici offrono una robusta preparazione per il proseguimento verso gli studi universitari.

Il Matteucci, stante i dati elaborati da Eduscopio, rispecchia queste prospettive sia in ordine all’indice di occupazione, sia in ordine alle scelte universitarie dei propri diplomati.

Conclusioni. Concludiamo ricordando che il primo Open Day, tenutosi sabato 17 novembre, ha riscosso un significativo successo.

Più di 200 alunni delle medie forlivesi e del comprensorio hanno affollato i locali della scuola, per visitare laboratori scientifici, informatici, linguistici, Aula 3.0, biblioteca, palestre e per ascoltare le informazioni relative ai 2 indirizzi, “Amministrazione, Finanza e Marketing” (cui si aggiungono le due articolazioni, “Sistemi informativi aziendali” e “Relazioni internazionali per il marketing”) e “Turismo”. Ha introdotto la Dirigente, Dott.ssa Giuseppina Tinti, hanno proseguito i singoli docenti assegnati alle varie articolazioni.

Un’aria di festa ha accompagnato il pomeriggio, con i nostri studenti schierati per accompagnare gli studenti medi o per fornire loro dettagli sui corsi e sulle attività extra-curricolari.

Tante le prenotazioni per i Ministage, o lezioni simulate.

Il 1° dicembre si ripete: secondo Open Day del Matteucci, con lo stesso orario, ore 15-18.

Buona scelta a tutti!!!

 




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