Ultima modifica: 10 maggio 2018
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ALDO MORO, GLI ANNI DI PIOMBO, LA NOSTRA STORIA

9 maggio Giornata della Memoria dedicata alle vittime del terrorismo

Ci sono date che hanno il potere di "mandare in onda", all'istante, il film della nostra vita.

9 maggio 1978. Chi è nato negli anni '60, o nei primi anni '70, del secolo scorso ricorda esattamente cosa stava facendo quel giorno di maggio, quando nel bagagliaio di una Renault R4 rossa venne ritrovato il corpo esanime di Aldo Moro.

Moro, accademico e statista, è stato uno dei più importanti uomini politici italiani, avendo ricoperto sin dalla nascita della Repubblica numerosi e altissimi incarichi istituzionali: il mandato alla Costituente, la Presidenza del Consiglio, i Ministeri degli Affari Esteri, della Giustizia e dell'Istruzione, il mandato parlamentare, la Segreteria nazionale del suo partito, la D.C., che aveva contribuito a fondare.

Il suo rapimento, avvenuto la mattina del 16 marzo 1978, e la conseguente uccisione, da parte della banda terroristica "Brigate Rosse" fu un vero e proprio attacco al cuore dello Stato e precipitò l'Italia in una crisi profondissima, tanto che nei 55 giorni del sequestro si temette fortemente per la tenuta democratica delle Istituzioni statali.

Cosa rimane di quei giorni che espressero il momento più drammatico degli "anni di piombo"?

A distanza di anni possiamo dire che l'Italia si salvò grazie alla forte partecipazione democratica dei suoi cittadini e alla saldezza delle sue Istituzioni. Il Paese sconfisse il terrorismo perché i brigatisti non conquistarono mai il consenso sperato.

Anche il terrorismo nero, che perseguiva la "strategia della tensione", piazzando bombe e ordigni esplosivi in luoghi pubblici o affollati, facendo strage di persone inermi, non trovò alcun seguito e non terrorizzò gli italiani al punto da indurli a chiedere governi "forti" o leggi eccezionali. Lasciò però sul terreno centinaia di innocenti, vittime di una guerra mai dichiarata, nonostante le innumerevoli stragi che insanguinarono l'Italia di quegli anni bui: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, il treno ITALICUS, la Stazione di Bologna.

Gli Italiani si opposero alla barbarie del terrorismo rosso e nero non solo con manifestazioni di piazza ma con il loro onesto, coraggioso agire quotidiano.

Ci furono, tuttavia gesti eroici, come quello del giovane forlivese Silver Sirotti, conduttore delle FFSS che perse la vita, a soli ventiquattro anni, a San Benedetto Val Di Sambro nell'agosto del 1974. Sirotti, in servizio sul treno ITALICUS, anziché mettersi in salvo tentò di soccorrere i passeggeri feriti, intrappolati dalle lamiere e dal fuoco per effetto dell'esplosione che colpì il treno mentre stava transitando in una galleria dell'Appennino bolognese.

Aldo Moro, Padre della Patria, Silver Sirotti, Medaglia d'oro al valore civile alla Memoria e Peppino Impastato.

Sì, Peppino Impastato, anche lui vittima del terrorismo, quello mafioso che voleva piegare lo Stato con le bombe e gli attentati eclatanti degli anni 1992-93, come quelli di Capaci, sull'autostrada Palermo-Punta Raisi, di Via D'Amelio a Palermo, o di Via dei Georgofili a Firenze.

Impastato, giornalista ed attivista di centri culturali, ebbe il coraggio di schierarsi contro la mafia nonostante lui stesso provenisse da una famiglia mafiosa di Cinisi. Pagò con la vita la scelta di promuovere la legalità in quel contesto così pericoloso: morì lo stesso giorno in cui venne ritrovato il cadavere di Moro, il 9 maggio 1978.

Solo nel 2002 la magistratura chiarirà in via definitiva le circostanze della morte di Impastato che, grazie ad una messinscena, apparve in un primo momento dovuta al suicidio.

I giudici hanno così condannato all'ergastolo il boss mafioso Badalamenti e il suo vice, in quanto mandante ed esecutore dell'omicidio.

Nella giornata della Memoria, dedicata alle vittime del terrorismo, cinque classi dell' I.T.E. Matteucci, 1^ E Afm, 2^ A Afm, 4^ A Tur, 4^ B Rim, 5^ B Afm, hanno partecipato alla commemorazione dell'On. Aldo Moro e di Peppino Impastato, nel quarantesimo anno dalla morte.

La cerimonia, tenutasi proprio in Via Aldo Moro, angolo Via Turati, è stata organizzata dall'amministrazione comunale ed ha visto la partecipazione di numerose Autorità, tra le quali il Sindaco di Forlì Davide Drei e lo storico Domenico Guzzo che hanno ricordato le figure dello statista e dell'attivista antimafia. Hanno partecipato alla cerimonia dirigenti della Prefettura, ufficiali dell'Arma dei Carabinieri e rappresentanze dell'Associazionismo.

Nel solco del ricordo delle vittime del terrorismo, si colloca una significativa attività didattica intrapresa dagli alunni della classe 5^ A Sia.

La classe ha aderito al "Percorso 25 Aprile", iniziativa culturale promossa dal Comune di Forlì che ha individuato per l'anno in corso il tema "Gli anni di piombo".

I nostri studenti hanno realizzato, sotto la guida della docente di Italiano e Storia, Marina Padovani, un ipertesto informatico che offre una lettura interattiva di quel periodo storico e degli eventi che lo hanno contraddistinto, come le stragi di matrice terroristica, la strategia della tensione, gli attentati di mafia.

L'iniziativa, svolta in collaborazione con l'Istituto storico della Resistenza, ha coinvolto gli studenti in uno studio appassionato ed approfondito della storia più recente, con l'analisi di documenti e riviste dell'epoca, la narrazione di testimoni diretti di alcuni eventi, come quella di Franco Sirotti, fratello di Silver, la lettura critica di quegli anni, operata grazie al contributo degli storici Domenico Guzzo e Mario Proli.

A chiusura del lavoro, gli studenti hanno proposto, con uno scritto articolato, una serie di riflessioni sul valore della democrazia e sulla necessità di una continua e attenta vigilanza da parte dei cittadini, volta a garantire e preservare la sovranità popolare; sul valore del dialogo e del confronto dialettico tra diverse istanze ideologiche, come insegna la vicenda politica di Moro; sulla necessità di pretende la verità storica su aspetti ancora oscuri del sequestro Moro e di altre stragi terroristiche e mafiose.

Il lavoro dei ragazzi della 5^ A Sia è stato apprezzato dall'amministrazione comunale che ha premiato gli allievi con uno speciale riconoscimento.




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