Ultima modifica: 3 novembre 2017
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Alternanza e formazione. Il fundraising.

Da sempre in Romagna volontariato fa rima con IOR.

La nascita dell'Istituto oncologico romagnolo risale alla fine degli anni Settanta del secolo scorso, quando l'oncologo Dino Amadori e il figlio di una paziente affetta da tumore decisero di costituire una cooperativa sociale, in grado di affiancare le strutture pubbliche nella prevenzione, cura e riabilitazione oncologica e nella ricerca scientifica per contrastare il terribile male.

In quegli anni la Romagna era una delle zone con il più alto tasso di mortalità per cancro in Europa. Nasce da questa allarmante constatazione l'idea dei due fondatori e i romagnoli accolsero l'iniziativa con generosità, sostenendo la "creatura" del Professor Amadori con contributi e donazioni.

Oggi lo IOR è una ONLUS tra le più importanti e dinamiche in Italia: sostiene la ricerca scientifica per moltiplicare e migliorare le possibilità di guarigione; supporta l'attività di assistenza ai pazienti e la pratica della medicina palliativa; fornisce agli ospedali gli strumenti migliori per la diagnosi e la cura; effettua campagne di prevenzione volte a migliorare la qualità della vita e a stimolare l'adozione di stili di vita più sani.

Inoltre da una "costola" dello IOR è nato l'IRST.

Si tratta di una struttura d'eccellenza che, grazie al supporto finanziario di tante donazioni, provenienti anche da grandi brand dell'industria alimentare e della distribuzione, raccorda ricerca di alto livello e cura, coniugando originalità, innovazione e pratica clinica.

L'IRST, che opera a Meldola dal 2007, si avvale delle  più accreditate esperienze dell'OECI (Organization of European cancer Institutes) e dell'AACI (Association of American cancer Institutes).

È superfluo sottolineare che una realtà così complessa e dalle dimensioni così vaste non può sopravvivere senza il contributo di donazioni finanziarie e di volontariato.

I volontari dello IOR, impegnati in attività di raccolta fondi, seguono anche tutta la parte non sanitaria dell'IRST, alleviando il disagio del malato e supportando a livello materiale e morale le famiglie.

Venerdì, 27 ottobre, il Matteucci ha avuto l'onore di ospitare il Direttore generale dello IOR, il Dott. Fabrizio Miserocchi, che per l'occasione ha tenuto una lezione davvero originale, dai contenuti  solidaristici e professionalizzanti.

L'intervento di Miserocchi si colloca nell'ambito delle attività formative organizzate dall'ITE per consentire agli alunni di espletare le 400 ore di Alternanza Scuola-Lavoro, previste dalla Legge 107 sulla Buona Scuola.

Il manager riminese, classe 1967, alla guida dello IOR dall'ottobre del 2014, ha spiegato ad un pubblico attento ed interessato, gli studenti delle classi quinte, in che cosa consista la figura professionale del Fundraiser.

Il profilo professionale rappresentato da Miserocchi è di strategica importanza nell'economia del terzo settore: chi si occupa di Fundraising deve coltivare, sviluppare, far crescere la raccolta dei fondi necessari alle azioni senza finalità di lucro.

Il Fundraiser, dunque, operando nelle organizzazioni no profit, deve saper gestire le relazioni con i donatori, deve conoscere le modalità di raccolta dei fondi (marketing diretto, web marketing, organizzazione di eventi, ecc.), deve avere competenze nell'utilizzo di database attraverso strumenti informatici.

Nel corso del suo intervento il manager ha ripercorso brevemente il suo iter professionale: diplomato all'Istituto tecnico commerciale di Rimini, si iscrive all'Università e, successivamente alla laurea, segue un master in Bocconi; approda a San Patrignano, la Comunità di recupero dalle tossico-dipendenze fondata da Vincenzo Muccioli, e per 7 anni è responsabile del Fundraising della comunità. Dopo una parentesi dedicata alla politica, decide di rispondere ad un annuncio pubblicato dallo IOR per la ricerca di un manager con esperienza nella raccolta fondi; invia il suo C.V. e conquista la poltrona di direttore generale dell'importante ONLUS romagnola.

Al timone dello IOR Miserocchi fa decisamente un buon lavoro, considerando che, dati del 2015, l'organizzazione risulta essere in netta crescita nella raccolta dei contributi attraverso il cinque per mille: più di 913.000 € raccolti e più di 34.000 adesioni.

Il manager si è soffermato su vari aspetti tecnici della sua professione, come la modalità di finanziamento Crowdfunding, il bilancio di missione, le tecniche per realizzare una buona comunicazione. Nel contempo ha ricordato la mission dello IOR e i conseguenti successi, come l'assistenza gratuita a più di 30.000 malati in 35 anni di attività, la creazione di un centro oncologico in Tanzania.

L'ultima iniziativa targata IOR e ricordata da Miserocchi è "La mia mamma è bellissima".

Si tratta della raccolta-fondi sulla piattaforma Ginger, per sostenere il Progetto Margherita rivolto a tutte le donne che affrontano cure oncologiche. Con le risorse finanziarie raccolte lo IOR si prefigge di acquistare e donare parrucche alle donne sottoposte a chemioterapia.

Ci siamo congedati dal Dott. Miserocchi augurandogli che anche quest'ultima, meritevole, campagna abbia successo e che tanti possano contribuire: c'è tempo fino al 2 gennaio 2018!

Per quanto riguarda i contenuti trattati dal manager, la sua lezione è stata così ricca di informazioni e spunti personali che ci ha consentito di cogliere l'aspetto più profondo del Fundraising:  insegnare la gioia del donare!




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