Ultima modifica: 10 aprile 2018
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BULLISMO E CYBERBULLISMO. SE LI CONOSCI, LI EVITI

Bullismo e cyberbullismo, fenomeni diffusi tra gli adolescenti, sono sempre più estesi e difficili da arginare.

La cronaca ci dà conto, ormai quotidianamente, della loro esponenziale capacità offensiva, addirittura potenzialmente mortale.

Solo nell’ultimo mese, prima Michele, un diciassettenne di Torino, poi Beatrice, una quindicenne di Rivoli, hanno posto fine alla loro vita perché vittime di bullismo.

Il primo caso di cronaca che sconvolse l’opinione pubblica italiana accadde nel gennaio del 2013 e vide protagonista Carolina Picchio, una quattordicenne di Novara.

La ragazzina, molestata sessualmente da un gruppo di giovani che filmarono la violenza e poi  caricarono in rete il video, si gettò dal balcone della propria abitazione perché incapace di sostenere la vergogna.

Prima del tragico gesto, lasciò un messaggio su Facebook: “Scusatemi, non ce la faccio più a sopportare”.

Proprio a Carolina si deve l’approvazione della prima legge italiana a tutela dei minori vittime di tali fenomeni.

La Legge n. 71 del 29 maggio 2017, conosciuta come “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”, venne proposta, come prima firmataria, dalla senatrice Elena Ferrara, ex professoressa di musica di Carolina.

Per consentire agli studenti conoscere il contenuto della Legge e di impossessarsi degli strumenti di tutela offerti, l’Istituto Matteucci ha organizzato un incontro tra gli alunni delle classi prime e la Dott.ssa Tamara Fanelli, dell’Ufficio Minori della Questura di Forlì.

L’incontro, promosso dalla docente Referente per la Legalità, Prof.ssa Silimbani, e dalla docente Referente per il Cyberbullismo, Prof.ssa Mercadante, si colloca tra le iniziative intraprese dalla nostra scuola per ottemperare alle Linee guida disposte dal MIUR in tema di bullismo e cyberbullismo.

La funzionaria di Polizia ha catturato l’interesse dei giovani studenti alternando la spiegazione dei contenuti normativi ai casi concreti trattati dalla stessa poliziotta.

In particolare ha individuato quelle fattispecie che integrano casi di bullismo e, più frequentemente, cyberbullismo.

Tante le fattispecie spiegate e gli episodi narrati: dai casi di estorsione, con cui alcuni ragazzi avevano costretto la vittima a consegnare loro, ogni giorno, il denaro per l’acquisto delle merendine; agli atti persecutori, con cui alcuni alunni molestavano e intimidivano quotidianamente un loro compagno, provocando nello stesso un atteggiamento di paura e sofferenza; all’accesso abusivo al sistema informatico, in forza del quale una ragazza era entrata nel profilo FB dell’amica, di cui conosceva la password, per cancellare alcune foto; all’illecita interferenza nella vita altrui, per effetto di riprese audio/video di compagni di classe avvenute all’interno dell’aula scolastica; alla diffamazione, consumata da ragazze che avevano offeso, con epiteti e parole volgari scritte in una chat, l’onore e il decoro di una loro ex amica; al caso, infine, di detenzione di materiale pedopornografico, per effetto del c.d “file sharing”, ossia lo scambio di file in cui sono riprese attività pornografiche con la partecipazione di minorenni.

 La Dott.ssa Fanelli ha chiarito come tutti i fatti descritti siano dei veri e propri reati, per i quali gli autori, sebbene minori, rispondono penalmente, con assoggettamento a pena e/o misure di sicurezza.

Contrariamente a quanto si pensi, infatti, l’imputabilità si acquista al compimento dei quattordici anni qualora il giudice ravvisi nel minore la capacità d’intendere e volere.

La Legge 71/2017 ha avuto il merito di descrivere le attività che integrano il cyberbullismo, chiarendo e circoscrivendo il fenomeno, e soprattutto fornisce al minore quattordicenne che ne è vittima uno speciale strumento di difesa, ossia la richiesta, indirizzata al gestore del sito, di oscurare o rimuovere o bloccare le pagine web che lo danneggino. Qualora il gestore non ottemperi entro le 48 ore, il minore può rivolgersi all’Autorità garante per la privacy che rimuoverà i contenuti dannosi entro le successive 48 ore.

La legge 71 prevede inoltre uno speciale provvedimento amministrativo, “l’ammonimento del questore”, da applicarsi a carico del quattordicenne cyberbullo qualora vi sia un quadro indiziario che ne faccia ritenere la pericolosità. Con l’ammonimento, sulla falsa riga di quanto previsto nel reato di stalking, il questore invita il minore quattordicenne a cessare gli atti vessatori.

La Dott.ssa Fanelli ha insistito anche sugli aspetti psicologici, di grande sofferenza, avvertiti dalle vittime e ha invitato i giovani, vittime e autori di cyberbullismo a condurre una riflessione seria e approfondita sulle implicazioni gravi che derivano da tali condotte

Le iniziative del Matteucci, volte ad informazione e a contrastare il fenomeno del cyberbullismo, proseguono con altre attività didattiche previste per le classi seconde.

Nelle giornate del 16 e 23 aprile gli studenti incontreranno il Dott. Filippo Bazzocchi, psicologo che opera anche all’interno dell’Istituto, attraverso lo sportello CIC, per riflettere sugli aspetti psicologici del fenomeno e per acquisire le buone pratiche di comunicazione, improntate al rispetto della persona umana e alla dialettica costruttiva.




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