Ultima modifica: 14 maggio 2018
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“C’era una volta un castello…”

Gli alunni delle classi 2 A, B, C, D, E del corso Afm e 2 A Tur hanno partecipato alla Conferenza “Castelli nel nostro territorio” tenuta dalla Prof.ssa Maria Rosaria Serra, avente ad oggetto un'interessante disamina della storia e delle caratteristiche dei castelli locali.

Un'articolata premessa sull'incastellamento e sulle origini del castello ha poi ceduto spazio all'analisi della   Rocca di Meldola, con i Malatesta, e  della Rocca di Ravaldino, a Noi più conosciuta come la Rocca di Caterina Sforza.

“Ravaldino” -sappiamo  oggi - deriva dalla presenza nel castello di un rivellino ( da cui la successiva evoluzione ), cioè un fortilizio presente nell'area delle cinta murarie.

Le gesta di Caterina Sforza, “la dama dei gelsomini”, nella seconda metà del 1400, hanno coinvolto tutti Noi spettatori del coraggio di una donna che pose in essere azioni temerarie per difendere da chiunque i propri possedimenti.

Oltre alla disamina delle caratteristiche architettoniche dei manufatti, la docente si è soffermata sulla narrazione storica delle vicende che hanno popolato tali strutture.

I Malatesta, i Borgia, gli Sforza sono stati narrati attraverso le caratteristiche dei castelli, l'evoluzione storica che ha caratterizzato le modifiche architettoniche di tali edifici.

La Rocca Fregoso di Sant'Agata Feltria- oggetto di ristrutturazione ad opera di Francesco di Giorgio Martini-, il Forte di San Leo, il Castello di Montebello hanno appassionato gli studenti anche attraverso il racconto dei misteri di Cagliostro ed  “Azzurrina” .

L'uno avventuriero, esoterista ed alchimista rinchiuso nella fortezza di San Leo, l'altra- figlia di Uguccione di Montebello- menzionata in un antico scritto di un frate del XVII secolo, prematuramente morta e legata ad una leggenda che ancor  oggi appassiona i visitatori “e si narra che, allo scadere del solstizio estivo di ogni lustro, un suono proveniente da quel sotterraneo cunicolo si faccia ancora sentire”.

L'incontro, svolto in tono colloquiale con il coinvolgimento diretto degli alunni, integra la programmazione curricolare degli studenti, che hanno approfondito così l'indagine storica e storico- artistica svolta nel corso del corrente anno scolastico.




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