Ultima modifica: 7 marzo 2017
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Inclusione Scolastica

Istituto Tecnico Economico C. Matteucci

a.s. 2016-2017

 

Linee guida per l’elaborazione del Piano Annuale per l’Inclusività

 

Il Piano Annuale per l’Inclusività è un documento che riassume gli elementi finalizzati a migliorare l’azione educativa  della scuola, ed è rivolto a tutti gli alunni. Viene elaborato in seguito ad una valutazione dei bisogni della scuola, ad una verifica dei progetti attivati con relativi punti di forza e criticità, e ad un monitoraggio che ha come fine lo sviluppo di una didattica attenta ai bisogni di ciascuno.

Il PAI ha finalità precise:

-Definire procedure condivise tra scuola e famiglia;

-consentire una riflessione collegiale sulle modalità educative adottate dalla scuola;

-favorire un clima di accoglienza e integrazione;

-favorire il successo scolastico e formativo e prevenire arresti nell’apprendimento degli studenti,

facilitandone la piena integrazione sociale e culturale;

-sostenere gli alunni con BES nel percorso iniziale di accoglienza e per tutta la durata del corso

di studi;

-promuovere forme di comunicazione tra scuola, famiglia, ed enti territoriali coinvolti (Comune,

ASL, Enti di formazione, Cooperative).

Il Piano di inclusione è parte del PTOF di Istituto e si propone di definire buone pratiche comuni all’interno della scuola e di delineare prassi condivise di carattere

-amministrativo/burocratico (documentazione prevista);

-comunicativo/relazionale (prima conoscenza);

-educativo/didattico (inserimento nella classe, accoglienza, coinvolgimento del Consiglio di Classe);

-sociale (eventuale  rapporto e collaborazione della scuola con il territorio e con specialisti).

All’inizio di ogni anno scolastico il GLI (Gruppo di Lavoro per l’Inclusione) propone al collegio dei docenti una programmazione degli obiettivi da perseguire e delle attività da porre in essere, che confluisce nel PAI. Al termine dell’anno scolastico il collegio procede alla verifica dei risultati raggiunti. I criteri per la definizione del PAI sono i seguenti:

  1. NORMATIVA DI RIFERIMENTO

-Note e materiali dell’Ufficio Scolastico Regionale sull’inclusione degli alunni con disabilità o con Disturbi Specifici di Apprendimento

Note, dati e materiali pubblicati dall’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna in tema di inclusione degli alunni stranieri.       Febbraio 2017

Note dell’USR Emilia-Romagna prot. 10763 del 27/07/2016 e prot. 3770 del 27/03/2013

-Note dell’USR Emilia-Romagna prot. 6721 del 29/05/2013 e n. 9741 del 12/08/2014

-Note ministeriali  prot. n.2563, n. 1190, n.1551

-C.M. 08/2013

-D.M. 27/12/2012

-D.M. 12/07/2011

-L. 170/2010

-L. 104/92 art.15 comma

  1. ELEMENTI QUANTITATIVI

Si riferiscono alla rilevazione degli alunni BES e delle figure dell’istituto che collaborano per l’inclusione. La direttiva Ministeriale 27/12/2012 Strumenti di intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica contiene indicazioni e strategie per permettere a tutti gli alunni di avere accesso ad una didattica individualizzata.

L’area dello svantaggio scolastico, che comprende problematiche diverse, viene indicata come

area dei Bisogni Educativi Speciali, nella quale si distinguono 3 categorie:

-quella della disabilità, per la quale si fa specifico riferimento alla certificazione ai sensi della legge 104/92;

-quella dei disturbi evolutivi specifici (DSA,A.D.H.D,FIL);

-quella dello svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale.

L’attivazione di ogni percorso individualizzato e personalizzato deve essere deliberata in Consiglio di Classe, dando origine annualmente ad un PDP, approvato e firmato dal Dirigente scolastico, dai docenti e dalla famiglia.

Il PDP per gli alunni con DSA

Il Piano Didattico personalizzato per gli alunni con DSA è contemplato nella L.170/2010 e nel DM 5669, ed è di competenza della scuola. La scuola accoglie la segnalazione di DSA rilasciata da privati e accompagnata da ricevuta del servizio sanitario pubblico che ne attesti la consegna per il rilascio della dichiarazione di conformità, accogliendo la segnalazione con riserva ed avviando comunque la redazione  e attuazione del PDP. Le segnalazioni rilasciate nell’ultimo anno prima del passaggio di ordine di scuola, non devono essere riformulate. (Nota USR EMR prot. 10763 del 27/07/2016). Il PDP va redatto entro il trimestre e deve contenere dati anagrafici, riferimenti alla diagnosi, misure dispensative, strumenti compensativi e criteri di valutazione. La famiglia collabora con la scuola nella predisposizione di un piano personalizzato efficace.

Il PDP per gli alunni BES non DSA

Il Piano Didattico Personalizzato per gli alunni BES non DSA viene redatto autonomamente dalla scuola, su delibera del CdC, che ritiene di dover predisporre un piano personalizzato per l’alunno, dopo avere attentamente valutato le motivazioni del bisogno specifico. Per La redazione del PdP per l’alunno BES non DSA si fa riferimento al CM n.8 del 6 Marzo 2013, secondo cui è compito doveroso dei CdC indicare in quali casi sia opportuna e necessaria  l’adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure dispensativi e compensative, nella prospettiva di una presa in carico globale e inclusiva di tutti gli alunni. La famiglia collabora con la scuola per contribuire a delineare la situazione dell’alunno.

Il PEI per gli alunni con disabilità

Il Piano Educativo Individualizzato per gli alunni con disabilità è definito dalla legge 104/92, art.13, e dal DPR 24/2/94, art.4. Il PEI è redatto congiuntamente dalla scuola e dagli operatori dei servizi socio-sanitari dell’ASL che sostengono l’integrazione, con la collaborazione della famiglia (DPR 24/2/94) che ha ruolo comunque non subalterno agli altri. Sia la scuola che l’ASL sono responsabili della redazione del PEI, sulla base del PDF (Profilo Dinamico Funzionale) dell’alunno.

 

  1. ELEMENTI QUALITATIVI

Gli elementi qualitativi riguardano la gestione

-degli spazi;

-dei tempi;

-delle modalità di lavoro adottate dai CdC per l’acquisizione da parte degli alunni di competenze disciplinari e relazionali;

-delle risorse scolastiche e territoriali da attivare;

A fine a.s. il GLI analizzerà criticità e punti di forza degli interventi adottati per l’inclusione scolastica con lo scopo di incrementare il livello di inclusività della scuola nell’anno successivo. Il Piano di Accoglienza e Inclusione sarà dunque discusso e deliberato in Collegio Docenti.

  1. PROPOSTE DIDATTICO-EDUCATIVE

 

  • AZIONI INCLUSIVE D’ISTITUTO

 

L’ Istituto Tecnico Economico Matteucci promuove per tutti gli alunni le seguenti azioni inclusive:

-progetto accoglienza per le classi prime;

-percorso sul metodo di studio per le classi prime;

-progetti di educazione alla salute e al benessere dello studente;

-progetti didattici disciplinari e interdisciplinari volti a valorizzare le risorse di ogni alunno;

-sportello psicologico d’istituto;

-sportello con esperto per casi di BES (per docenti, alunni, genitori)

-attivazione di sportelli per sostegno e recupero scolastico

-attenzione alle fasi di transizione nel percorso di studi (orientamento in entrata, in uscita, alternanza scuola-lavoro)

  • INDICAZIONI OPERATIVE PER CONDIVISIONE DEL PDP

-Il docente Referente per l’inclusione collabora con il Dirigente Scolastico, con gli insegnanti di sostegno, con gli insegnanti curricolari, con le famiglie, con i servizi socio-sanitari, con gli enti locali e con eventuali esperti esterni nell’ambito del sociale, per la predisposizione  e compilazione del PDP.

  1. a) In una prima fase il Coordinatore di classe dell’alunno con BES analizza la documentazione fornita dalla famiglia e ne controlla la completezza all’interno del fascicolo personale dello studente, confrontandosi con il Referente per l’inclusione;
  2. b) In una seconda fase il Cooordinatore incontra la famiglia e in seguito i docenti del Consiglio di Classe per l’ottenimento di tutte le informazioni sul caso e l’elaborazione del piano didattico personalizzato, nel quale sono indicati:

-informazioni sull’alunno

-analisi del bisogno e delle risorse dell’alunno

-programmazione degli interventi didattico-educativi

Il PDP è di piena competenza della scuola, ma la sua definizione  richiede il raccordo con la famiglia. Potrà essere aggiornato in corso d’anno scolastico qualora emergessero necessita di cambiamento o integrazione.

  1. c) La famiglia viene poi riconvocata per la presa visione e firma del PDP già approvato dal Dirigente Scolastico e dal Consiglio di Classe.

In caso di alunno con BES che debba affrontare l’esame di Stato, il PDP sarà consegnato esclusivamente alla commissione d’esame, come allegato riservato al Documento del 15 Maggio.

  1. PROPOSTE INFORMATIVE E FORMATIVE

Sempre attivo sarà il confronto fra famiglie e docenti grazie ai colloqui di ricevimento mattutini, alle udienze generali, e agli appuntamenti privati organizzati per casi specifici dal referente BES in collaborazione con i docenti del CdC e con il Dirigente Scolastico;

Sarà predisposta e sempre visibile sul sito dell’Istituto  la sezione Inclusione Scolastica, che conterrà ogni aggiornamento e materiale utile inerente l’inclusione e la normativa sui BES;

Partecipazione del referente BES e di altri docenti interessati a corsi di aggiornamento e formazione sull’inclusione e sugli alunni con bisogni educativi speciali.