Ultima modifica: 7 maggio 2018
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L’ EUROPA CHIAMA I GIOVANI CITTADINI

La partecipazione dell’I.T.E. “MATTEUCCI” al Progetto di Ricerca CATCH-EyoU

Cosa pensano i giovani dell’Europa?

Sono in grado di cogliere le sfide e le opportunità che l’Europa offre loro per costruire la cittadinanza comune?

Quale ruolo svolge la Scuola nell’educare alla cittadinanza europea?

A queste importanti domande cercheranno di rispondere gli autorevoli ospiti invitati dalla Dirigente del Matteucci, Dott.ssa Susi Olivetti, nell’ambito della conferenza organizzata per commentare i dati della ricerca europea CATCH-EyoU.

Facciamo un passo indietro per scoprire la genesi dell’evento.

In questo momento storico la “cara e vecchia” Europa si trova in un passaggio cruciale della sua Storia, in cui si manifestano nuovi nemici e vecchi fantasmi: la Brexit, le guerre commerciali, i nuovi populismi, le risorgenti forme di razzismo, le grandi migrazioni, il posizionamento, o ri-posizionamento, sullo scacchiere politico internazionale, la prevenzione delle catastrofi ambientali, le nuove disuguaglianze.

Tra le sfide epocali che attendono l’Unione Europea c’è anche la necessità di colmare il divario tra i giovani e le sue Istituzioni.

La democrazia partecipativa e rappresentativa, infatti, ha bisogno di includere le prospettive dei giovani europei.

Per migliorare il dialogo tra Bruxelles e i giovani, il Programma di Ricerca e Innovazione “Horizon 2020” dell’Unione Europea ha messo in campo CATCH-EYoU, una ricerca volta a tastare il polso agli europei aventi un’età compresa tra i 15 e i 24 anni.

E’ un progetto dai grandi numeri: 2.498.787,00 EUR di finanziamento, 36 mesi di ricerca, 8 prestigiose università europee coinvolte.

Per l’Italia, l’Alma Mater Studiorum di Bologna, cui è stata associato il Forum Nazionale dei Giovani.

Gli altri partners sono Örebro University (Svezia), Friedrich Schiller University (Germania), National and Kapodistrian of Athens (Grecia), University of Porto (Portogallo), Masarik University (Repubblica Ceca), London School of Economics and Political Science (Gran Bretagna), Università di Studi sociali di Tartu (Estonia).

Le indagini di ricerca, partite nell’autunno 2015, hanno visto la partecipazione di Istituti scolastici secondari di secondo grado.

Il Matteucci ha avuto l’onore di partecipare al progetto europeo attraverso il coinvolgimento dei propri studenti e docenti.

La coordinatrice della ricerca, Prof.ssa Elvira Cicognani, del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna, ha guidato il team di esperti che lo scorso anno scolastico ha sottoposto gli alunni delle classi del triennio ad un questionario, seguito da un focus-group per alcuni di essi. Gli esperti hanno rivolto la loro attenzione anche ai docenti, conducendo una serie di interviste per coloro che insegnano materie inerenti all’educazione alla cittadinanza. Il questionario, poi, è stato ripetuto quest’anno, a titolo di riscontro, per le classi quarte e quinte.

A progetto concluso, l’ITE Matteucci ha organizzato l’evento per riflettere e dibattere sui dati della ricerca CATCH-EyoU.

L’evento si terrà presso la sede dell’Istituto nella giornata dell’11 maggio p.v., dalle ore 14 alle 16 e data la sua rilevanza è aperto alla cittadinanza.

Vi prenderanno parte le Prof.sse Elvira Cocognani e Cinzia Albanesi, Dipartimento di Psicologia Alma Mater Studiorum, l’Assessore alle Politiche sociali del Comune di Forlì, Dott. Raoul Mosconi, il giornalista del Resto del Carlino, direttore della redazione di Forlì, Dott. Marco Bilancioni.

Significative le domande poste nell’ambito della Ricerca:

Come si parla dell’Europa e della cittadinanza attiva nei mass-media?

Come si studia e come si promuova la cittadinanza europea nelle scuole italiane?

In che modo i giovani cittadini europei partecipano alla cosa pubblica?

Quali sono le pratiche che i giovani utilizzano per esprimere il proprio modo di esser cittadini?

Attendiamo gli esiti della Ricerca, certi che le analisi delle Prof.sse Cicognani e Albanesi potranno suscitare l’interesse di molti soggetti: i policy makers, in primo luogo, che potranno così disporre di utili strumenti per la comprensione delle giovani generazioni e per la costruzione di un rapporto di fiducia tra quest’ultime e le Istituzioni europee; gli studenti e gli operatori scolastici, sempre impegnati sul fronte della cittadinanza attiva; ed ogni cittadino che ha a cuore la cosa pubblica.

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