Ultima modifica: 8 maggio 2018
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“La metamorfosi” Spettacolo teatrale Compagnia “Città di Ebla”

“All’inumano delle potenze diaboliche fa riscontro il sub umano di un divenire animale: divenire coleottero, divenire cane, scimmia, fuggir via, con una capriola a capofitto, piuttosto che chinare il capo e restare burocrate, ispettore, giudice, imputato.” (Gilles Deleuze ).

 

La classe V^A Rim accompagnata dalla Prof.ssa Anna Maria Gasperi in data 5 maggio 2018 ha assistito alla visione dello spettacolo teatrale “La metamorfosi” della compagnia  locale “Città di Ebla”.

Una rappresentazione originale ed intensa che non vuole essere una mera trasposizione dell’opera kafkiana, ma aspira a provocare nello spettatore una riflessione sulla trasformazione che coinvolge l’animo di ognuno di Noi.

Il danzatore Alessandro Bedosti incarna magistralmente Gregor Samsa rappresentando la prigione domestica in cui egli vive.

Nelle parole di Claudio Angelini, ideatore dell’opera teatrale, viene sintetizzato lo spirito della stessa: “Siamo corpi in continua trasformazione, in un divenire incessante, un’attività di composizione e scomposizione di forze, un flusso. Sentirsi spaventati dalla propria disumana umanità, sentire il proprio corpo che bolle come un’officina surriscaldata. Divenire animale, coltivare la mosca, la blatta che è in noi invece di inseguire le archetipiche figure materne e paterne come la psicanalisi ci suggerisce. Non c’è nulla di psicanalitico o simbolico in Kafka. Ci sono corpi divenuti animali ora”.

La partecipazione degli studenti a questo spettacolo si colloca nella più ampia programmazione volta a fare acquisire una cultura letteraria agli alunni, anche attraverso la conoscenza diretta dei testi e della loro trasposizione teatrale.

La Prof.ssa Anna Maria Gasperi cura e coltiva da anni, nell’ambito del Nostro Istituto, il progetto del “Laboratorio Teatrale” volto a coinvolgere gli studenti in una esperienza unica e formativa, arricchita dalla partecipazione degli alunni  a spettacoli teatrali, volti a far maturare in loro una riflessione profonda sul significato delle opere trasposte e sullo spirito ad esse sotteso.

La Compagnia Teatrale

Città di Ebla: il nome è un omaggio alla grande civiltà proto-siriana, scoperta nel 1968 da una spedizione italiana, che ha modificato le conoscenze storiche in nostro possesso dell’area anatolico-mesopotamica, portando alla luce una grande città-stato che già nel III millennio A.C. poteva vantare importanti conoscenze nel campo della scrittura, della struttura societaria, dell’utilizzo dei materiali, dell’arte.

“Città” è per noi parola materna, contiene sia la possibilità di contestualizzare e chiarire i limiti, la cinta muraria del nostro operare, ma anche di aprire le porte ad un confronto con il resto del territorio, per noi necessariamente “barbaro”. L’intento è anche quello di legare la nostra riflessione, il nostro artigianato teatrale ad una “campagna di scavo”, fatta di lavoro paziente svolto sotto il sole, laddove le ruspe non possono intervenire perché l’universo affiorante è fragile. E lascerà sempre aree ignote”.

Compagnia “Città di Ebla




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