Ultima modifica: 16 settembre 2017
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Noi, la scuola, il futuro.

Ed ecco che si riparte.

Stamattina, 15 settembre 2017, al Matteucci si respirava l'aria delle grandi occasioni, e quale occasione è più avvincente dell'inizio di un nuovo anno scolastico?

L'attenzione e l'emozione erano soprattutto verso gli studenti più piccoli, i ragazzi delle classi prime; ma la festa del ritrovarsi ha riguardato proprio tutti, alunni e docenti.

La Dirigente Olivetti ha voluto dedicare un'accoglienza speciale agli studenti delle prime, riservando solo ad essi la prima ora di lezione e lasciando agli alunni delle altre classi l'ingresso alle ore 9.

In molti passaggi del suo discorso di benvenuto, la Dirigente ha richiamato i contenuti espressi nel messaggio che il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico dell’Emilia Romagna ha indirizzato agli studenti per l'avvio del nuovo anno.

In particolare, il Dott. Stefano Versari ha invitato i ragazzi a riflettere sul "futuro".

Sempre più spesso, a giudizio del Direttore, le crisi economiche, il terrorismo, i grandi cambiamenti sociali e politici inducono i giovani a considerare il futuro un orizzonte instabile, la cui incertezza paralizza, incutendo una paura indistinta, verso tutto e tutti.

L'auspicio del Dott. Versari è che i nostri studenti possano rielaborare questa  paura e guardare al futuro con la speranza della costruzione.

Ebbene, proprio in quest'opera di rielaborazione della paura si colloca il ruolo della Scuola.

La Scuola è il centro di formazione della persona umana e, al tempo stesso, l'Istituzione che promuove il valore della Cittadinanza.

Essere accolti nella dimensione collettiva e pubblica della scuola significa, per i nostri giovani, comprendere che il futuro è fatto di "noi".

Il futuro sono io, sei tu, sono le relazioni che intrecciamo nel corso della nostra vita: con i genitori, con gli amici, con i compagni, con gli insegnanti, con i colleghi.

Ecco, così non fa più paura! Perché è un futuro che conosciamo e che affrontiamo insieme.

A chiusura del discorso della Dott.ssa Olivetti, gli inni nazionale ed europeo, il Canto degli Italiani e l'Inno alla gioia, hanno suggellato l'importanza del valore della Cittadinanza.

A questo punto gli studenti delle classi prime, chiamati uno ad uno dalla Dirigente, hanno raggiunto le proprie aule, accompagnati dai docenti.

Certe mattine iniziano così: si accostano 3 parole, Noi, Scuola e Futuro, e ci si accorge che stanno magicamente bene insieme!




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