Ultima modifica: 24 Apr 2018
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Viaggio studio Salamanca 2018

« Quien quiere aprender, viene a Salamanca »

VIAGGIO STUDIO A SALAMANCA

18-24 marzo 2018

Dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1988, Salamanca, sita nella Comunità Autonoma di Castiglia e León nella meseta settentrionale, è stata la meta del viaggio-studio di  circa 40 alunni delle classi quarte e quinte  del Nostro Istituto ( 5^ A Rim, 5^ B Tur, 4^B Afm, 4^B Rim, 4^A Tur).

Accompagnanti dalle Prof.sse Valeria Lupattelli, organizzatrice del progetto, Laura Corzani e Monica Masina, gli alunni del corso di spagnolo sono volati alla volta della Spagna il 18 marzo del corrente anno scolastico per trascorrere una settimana di studio intensivo della lingua e di conoscenza della cultura “castigliana”.

Famosa per la sua Università, la più antica della Spagna fondata nel XIII secolo, Salamanca ha accolto professori e alunni del “Matteucci” che hanno vissuto un’esperienza unica e straordinaria: accolti da famiglie autoctone, gli studenti si sono cimentati in lezioni quotidiane presso una selezionata ed accreditata scuola locale che, secondo il programma di studio modulato sulle indicazioni della Prof.ssa Lupattelli, ha contribuito all’acquisizione di una conoscenza approfondita del “castigliano” – la lingua spagnola pura-.

Terminate le lezioni mattutine, i ragazzi al seguito dei docenti accompagnatori, hanno intrapreso visite guidate  in località vicine e hanno sperimentato nuove attività come la visione di spettacoli cinematografici in lingua, aperitivi presso i caratteristici Tapas bar, hanno assaporato i piatti tipici della cucina locale .

Non esitano a manifestare il loro entusiasmo gli alunni della classe 4^ B Rim che raccontano di lezioni diversificate ed  interattive, anche all’aperto, ed all’uso di cortometraggi didattici : tutto finalizzato all’acquisizione di una cultura linguistica specifica  mediante una didattica originale e coinvolgente.

Descrive le bellezze architettoniche di Salamanca la Prof.ssa Corzani, che non nasconde l’enorme sorpresa per le peculiarità monumentali caratteristiche dello stile plateresco .

Valeria Lupattelli racconta quel profondo legame che la unisce a questa città in cui lei stessa studiò e che rappresenta un luogo di eccellenza per la conoscenza della lingua. Ella descrive minuziosamente le fasi di organizzazione di questa esperienza culturale che descrive giustamente come “unica ed irripetibile” per i suoi ragazzi.

Evidenzia l’importanza di un contatto così profondo con la cultura spagnola, l’ essenzialità di relazioni quali quelle instaurate con le famiglie ospitanti e la concretezza di prospettive future connesse a tali contatti ed esperienze.

Alla domanda quale sia essenzialmente l’aspetto più positivo di questa attività, risponde che è bello vedere al ritorno a casa i propri ragazzi felici, ricchi di ricordi e di speranze, con il sogno  di ripartire e di ritrovare chi hanno conosciuto nei luoghi che hanno visitato .

Lei dice che è come avere donato loro un premio.




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